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14/04/2017 Processione del Cristo Morto - Venerdì Santo


Organigramma

Confraternita SS.mo Sacramento
Rettore Generale: Roberto Rondelli
Camerlengo Generale: Ottavio Nicoletti

Confraternita Santa Croce
Rettore: Gianni Di Felice
Camerlengo: Andrea Palazzetti
Furiere Generale: Giuseppe Bellucci
Vice Furiere Generale: Francesco Gentili
Vice Furiere Generale: Filippo Gianfermo
Responsabile Portantini: Eutizio Arriga

Confraternita Misericordia
Rettore: Massimo Cupido
Camerlengo: Gabriele Castri

Confraternita SS.ma Trinità
Rettore: Daniele Topino
Camerlengo: Gianluca Narlo

Confraternita San Pietro
Rettore: Francesco Galli
Camerlengo: Marcello Andreucci

Confraternita Madonna SS.mo Rifugio dei Peccatori
Rettore: Marco Tomassi
Camerlengo: Daniele Bonifazi

Confraternita Madonna delle Grazie
Rettore: Danilo Carelli
Camerlengo: Mauro Monacelli

Confraternita Sant'Antonio Abate
Rettore: Antonio Carlini
Camerlengo: Fabio Marzoli

Confraternita SS.mo Rosario
Rettore: Simona Ottaviani
Camerlengo: Adriana Beritognolo

Responsabile Museo: Lorenzo Duranti

Responsabile Patrimonio Artistico:Lorenzo Duranti

Assistente spirituale: Don Mauro Pace

Attività

Religiose

Oltre all'organizzazione della Processione del Cristo Morto, di cui si parla in altra parte, le Confraternite sono presenti in diverse manifestazioni religiose:
- Processione della Madonna Addolorata che si svolge la 5° domenica di quaresima, una squadra di portantini trasporta la macchina della Vergine, il Rettore Generale e il Rettore di Santa Croce rappresentano le Confraternite nel servizio della Santa Messa.
- La processione dei SS.mi Martiri, la cui festa si svolge la 3° domenica di maggio, una rappresentanza di tutte le compagnie arricchisce il corteo, le reliquie dei Santi sono portate da una squadra di portantini.
- La processione del Corpus Domini, dove i Rettori delle Confraternite sorreggono il baldacchino che protegge l'ostensorio e dove il Rettore Generale e il Camerlengo Generale, davanti a tutti, incensano il cammino. Tutti i Rettori rappresentano le proprie Confraternite nel servizio della Santa Messa.
- La processione della Madonna Assunta che si svolge la sera del 14 agosto. Due squadre di portantini trasportano le macchine per la consueta cerimonia dell'inchinata.
- La processione di Sant'Egidio, realizzata il 31 agosto a sera, dove una squadra di portantini trasporta la macchina con la statua del Santo. Sono presenti a questa manifestazione anche il Rettore e Camerlengo Generale, il Rettore di Santa Croce e i Furieri Generali. Questo perché Sant'Egidio è patrono di Orte, delle Confraternite tutte e della Compagnia di Santa Croce.

Laiche

Principalmente i restauri delle loro chiese, che non sono solo luoghi prettamente riservati, ma appartengono all'intera comunità di Orte, sono le attività che vanno al di fuori degli aspetti devozionali, religiosi e caritatevoli. Il primo intervento di un certo rilevo fu fatto a seguito di un incendio che nell'ottobre del 1986 distrusse completamente l'interno della chiesa di San Biagio. Dopo quell'esperienza le Confraternite proseguirono nel recupero di altri sacri edifici, nel 1996 fu la volta di San Francesco, nel 2000 fu rifatta la facciata della chiesa di Santa Croce, nel 2002 San Pietro subì un rifacimento totale, interno ed esterno. Attualmente si è in opera per recuperare la chiesa della Madonna di Loreto posta di fianco all'ex ospedale. San Biagio poi fu soggetta a un nuovo restauro che le ha donato l'aspetto attuale. Oltre a questi interventi di recupero le Confraternite hanno realizzato il loro museo, oggi uno dei fiori all'occhiello del centro storico e sono in fase progettuale i lavori per ridare accesso all'antichissima chiesa di Santa Croce posta sotto l'attuale chiesa di Sant'Agostino.

Culturali

Nel corso dei secoli le Confraternite hanno sempre tenuto al decoro delle loro chiese, commissionando opere d'arte che oggi sono attrattiva del museo d'arte sacra. Segnaliamo la cinquecentesca tavola della Madonna dei Raccomandati, appartenente all'omonima Confraternita, le tavole di Sant'Egidio e una Madonna con Bambino, entrambe quattrocentesche, che sono di proprietà della Confraternita di Santa Croce. Altre opere di minor valore ma egualmente belle e piacevoli da vedere sono esposte nel museo delle Confraternite.
Fin qui la storia, nell'era moderna le Confraternite hanno inteso non abbandonare questa strada che tanto ha dato alla città di Orte. Numerose conferenze, mostre, giornate di studio hanno preso vita in questi ultimi decenni.

Ecco l'elenco completo di quanto realizzato:
1994 – conferenza di presentazione della prima edizione del libro "Le Confraternite nella comunità ortana"
1995 – conferenza di presentazione del documentario "Le Confraternite nelle comunità ortana"
1996 – mostra sulla Sindone nella chiesa di San Francesco ristampa del libro "Le Confraternite nella comunità ortana"
2001 – conferenza "La devozione dei laici"
2002 - conferenza di presentazione della terza edizione (ampliata nei contenuti) del libro "Le Confraternite nella comunità ortana".
2002 – inaugurazione del museo
2003 – giornata di studio sulle attività della "comunità di Sant'Egidio"
2004 - conferenza di presentazione e inaugurazione della mostra "Sodalitas"
2005 – conferenza "Laici con il saio"
2007 – presentazione del DVD "La processione del Cristo Morto"
2010 – mostra sulla Sindone nella chiesa di Sant'Agostino
2011 – mostra fotografica sulle confraternite nella chiesa di San Biagio
2012 – giornata di studio sul crocefisso di Santa Croce e organizzazione della presentazione

Venerdì Santo

Lo storico ortano Gioacchini, nel definire l'antichità e l'esatta conservazione dei rituali della processione del Cristo Morto, cita " Se per un ipotesi impossibile tornassero a noi gli ortani del '200 o dei secoli successivi certamente stenterebbero a riconoscere la struttura della città in cui vissero, tante sono state le modifiche che essa ha avuto. Ma certamente rivedrebbero con profonda commozione la processione alla quale essi stessi parteciparono, così come essi la vissero". Il Gioacchini ci fa comprendere come la processione, dal XIII° secolo ad oggi, è giunta a noi integra, pur con i necessari aggiustamenti è sempre rimasta un corteo funebre, mesto e devoto, che accompagna Cristo alla sepoltura in attesa della Sua resurrezione. La processione non è folclore o spettacolo, ma solo fede e preghiera. Tra gli aggiustamenti fatti nel corso dei secoli il più importante risale al 1627, poco dopo che era morto il Vescovo Fabbrani. Ad esso dobbiamo la composizione della processione così come oggi sfila per le vie di Orte. Non che egli la volesse in questo modo, anzi..., ma fu la sua rigidezza teologica a determinare questo risultato. Infatti, fino ai tempi del Fabbrani, i fratelli incappucciati di Santa Croce, con la pietosa partecipazione delle altre compagnie, portavano devotamente sulle spalle solo l'immagine del Cristo, deposto nel feretro. Il Fabbrani rilevò che questo non aveva fondamento alcuno nella Sacra Scrittura, dove non si parla né di bara né di trasporto, ma solamente di Cristo che morì e fu sepolto.

Il Vescovo stabilì, perciò, di portare in processione, invece che la bara, l'immagine della Madonna Addolorata.

Gli ortani accolsero con devozione l'Addolorata, ma non seppero darsi pace di dover rinunciare alla processione così come era stata loro tramandata. Fu così che dopo la morte del Fabbrani, la processione, con una bellissima bara nuova, riprese più solenne e più toccante di prima, per la presenza della Vergine che accompagna vestita a lutto il mesto corteo. Non c'è dubbio dunque che la bara che ancor oggi noi ammiriamo, sia legata a questa circostanza, e sia da assegnare al terzo decennio del 1600. Lo svolgimento della processione segue regole rituali, fissate dalla tradizione, che devono essere rigorosamente rispettate. Le Confraternite, dietro l'invito dei furieri di Santa Croce, muovono dalle rispettive chiese e sostano, in attesa che tutte siano pronte, allo sbocco delle varie strade sulla piazza principale. Poi, al cenno dei furieri si avviano secondo un ordine di precedenza stabilito in base all'antichità di ognuna. La processione così si mette in moto. A Sant'Agostino, dietro la compagnia della Misericordia si avvia la Confraternita bianca di Santa Croce, seguita dalla banda e dal capitolo, e infine, circondata da coppie di lampioni, inviati da tutte le compagnie, e preceduta da una fanciulla, con in mano un velo dipinto con il volto di Cristo, che rappresenta la Veronica, la bara con l'immagine del Cristo morto, in essa deposto. Giunta sulla piazza la processione fa sosta, disegnandosi a forma di cuore, e dentro il cuore sarà posata la bara del Cristo morto e la macchina della Madonna sua madre.

Un tempo se le candeline delle due macchine giungevano sulla piazza tutte accese, i contadini traevano auspicio di un raccolto buono nell'anno.Qui dopo un breve pensiero spirituale, si recitano le preghiere dei fedeli e si cantano alcuni versetti del Miserere, quindi la processione riprenderà il suo svolgimento per le vie della città.

Al ritorno, fuori la chiesa di Sant'Agostino, l'ultima sosta; le Confraternite si disporranno di nuovo per accogliere la bara e l'Addolorata, i confratelli dopo il canto dello Stabat Mater reciteranno altre preghiere, per poi salutare il Cristo morto e Sua Madre che faranno rientro a Santa Croce.

Lì verrà spezzato tra i confratelli che hanno partecipato al rito il pane del Venerdì Santo, in segno di fraternità. Verrà poi tolta l'immagine del Cristo morto dalla bara, così come verrà tolta quella della Madonna dal Suo trono, e saranno messe sotto l'altare del crocefisso a Santa Croce, con la Vergine che guarda con dolore il corpo del Figlio ucciso, e sembra che dica alla gente le parole che le attribuisce Jacopone "Mort'è lo tuo fratello: ora sento il coltello che fo profetato".

Della processione è parte integrante il popolo che vi assiste in silenzio profondo e raccolto, rotto non già da parole ma solo da preghiere e dal lamento musicale. Qui esso non è un protagonista, e neppure un teatrante, è uno spettatore che, però, ad un certo momento viene anch'esso coinvolto e si fa partecipe di questa vicenda, grandiosa e tremenda: guarda, ma sente al tempo stesso il bisogno di pregare.

Video



Le Confraternite

Confraternita SS.mo Sacramento:
Mantiene la tradizione storica che era composta da pochissime persone, i sacerdoti e i notabili della città. Oggi è composta dal Rettore Generale, dal Camerlengo Generale. Sacco bianco e mantellina rossa la sua divisa, come i colori di Orte. Aveva funzioni devozionali e religiose.

Confraternita di Santa Croce:
E' la più antica che è in Orte e in Italia. La prima notizia che abbiamo risale al 1159, quando una bolla papale di Adriano IV° conferma alcune pertinenze all'ospedale di San Leonardo. Altri documenti successivi annotano che fu la Confraternita di Santa Croce a realizzare questo ospedale. Antecedentemente a questa data non abbiamo notizie. Sappiamo però con certezza che nel 1127 l'ospedale non esisteva ma era intenzione della comunità ortana di costruirlo. Ci è ignoto però se deve essere collegata la costruzione dell'ospedale con la fondazione della Confraternita. Lo stesso può essere stato costruito e gestito dalla stessa Confraternita che magari era già esistente. E' quindi lontano il tempo in cui i primi confratelli iniziarono ad organizzarsi per poter partecipare alla vita civile attraverso le loro opere. Da Santa Croce nasce quel fenomeno che ad Orte portò poi alla fondazione di tante altre realtà confraternali. Vaste la sue proprietà che erano a servizio dell'ospedale, in alcuni registri del seicento viene detto a proposito di alcuni terreni che le appartenevano "antica è la possidenza ed è ignota la provenienza" . L'ospedale, unito poi nel seicento agli altri appartenenti ad altre Confraternite si chiamò fino ai primi anni del '900 "Ospedale di Santa Croce", proprio in omaggio alla dignità riservata alla Confraternita più antica. Ciò a dimostrare come l'intera esistenza della Confraternita sia stata a servizio di questa struttura che ha sempre rappresentato il mezzo per ottemperare al voto di carità e solidarietà verso il prossimo. La Confraternita di Santa Croce, oggi composta da più di 100 iscritti, vive ed opera sempre con lo stesso impegno la volontà dei suoi predecessori. E se non è più possibile gestire l'ospedale, che ha funzionato meravigliosamente per secoli e poi è stato vergognosamente chiuso e trasformato in poliambulatorio dai nuovi manager della sanità, oggi sono altre le forme che sono state scelte per tenere vivo lo spirito originario. Oltre che nel sociale notevole anche l'impegno nel campo dell'arte. Sicuramente comandate per devozione o per decoro le tavole quattrocentesche presenti nel museo d'arte sacra sono oggi un fiore all'occhiello del ricco panorama locale. Le tavole di Sant'Egidio e una Madonna con bambino sono la testimonianza di quanto la Confraternita fosse attenta anche al bello ed all'artistico. La recente scoperta dell'antica chiesa della "compagnia" ci fa immaginare quanto essa possa essere stata decorata. Ma l'opera maggiore possiamo senz'altro indicarla nel quattrocentesco crocefisso ligneo. Una straordinaria opera che solo ultimamente sta ottenendo l'attenzione di molti studiosi. La memoria popolare ci dice che esso veniva portato in processione solo in rarissime occasioni, oggi il crocefisso viene solennemente trasportato nella basilica di Santa Maria Assunta all'inizio di ogni Anno Santo e lì rimane fino alla chiusura dello stesso. Santa Croce è ovviamente all'interno dell' ente Confraternite Riunite ed occupa una posizione di privilegio rispetto alle altre proprio in omaggio alla sua antichità. Il colore è completamente bianco.

Confraternita della Misericordia :
E' stata fondata nel 1554 e provvedeva al trasporto e alla sepoltura dei morti, ha sede nella chiesa di San Francesco ove nell'altare maggiore è raffigurata la Madonna della Misericordia, opera del pittore fiammingo "Pratellus" del 1664. Nella sua origine la Confraternita aveva sede nella chiesa dei Santi Maurizio e Marciano, dove oggi è situato il giardino di palazzo Manni. Nel muro che delimita il giardino sono ancora visibili i resti delle antiche colonne della chiesa. La chiesa era molto antica e con l'avvento della misericordia prese in nome della stessa. Si chiamò infatti chiesa della Misericordia. Con sacco e cappuccio nero è stata sempre composta per lo più da famiglie ortane di maggior riguardo. Ha assunto in toto il compito del trasporto dei defunti quando la Confraternita dei Raccomandati si è estinta.

Confraternita della SS.ma Trinità:
Come la Misericordia anch'essa ha avuto cambi di sede, la sua primitiva chiesa era posta all'ingresso della città, di fianco ove oggi è il monumento ai caduti, doveva essere molto bella, in alcune foto dei primi anni '60, quando fu venduta e trasformata in abitazione civile, si ben vedono affreschi che la decoravano. Alla cura della Confraternita era anche il Santuario posto sul colle di San Bernardino. La compagnia della Santissima Trinità, sacco e cappuccio rosso, è anch'essa una delle più nobili e antiche, e una delle più attive non solo sul piano religioso, ma anche sul piano sociale e artistico. Fondò, con il patrimonio a lei lasciato dal cittadino Simone Alonio nel 1667, l'Ospedale dei Convalescenti nella casa che si affaccia, con la sua deliziosa loggietta, sulla piazza dove è la chiesa di Sant'Agostino, accanto alla chiesa di Santa Croce. Nel 1867 la Confraternita della Trinità, chiese che il proprio ospedale venisse unito a quello di Santa Croce. La Confraternita della Trinità, unitamente a quella di Santa Croce possiede la suppellettile più preziosa per la processione del Venerdì Santo.

Confraternita di San Pietro:
Di recente costituzione (seconda metà del 1800) è numerosissima, ha sede nella chiesa omonima. Sin dalle sue origini i confratelli hanno curato l'aspetto devozionale, non si ha notizia infatti della presenza della confraternita nella gestione degli ospedali. Si componeva anche di una sezione femminile. Non abbiamo altre notizie in merito, la Confraternita non lasciato testimonianze scritte di rilievo, il suo colore è il grigio.

Confraternita della Madonna del SS.mo rifugio dei peccatori detta dello "Stendardino":
Fu fondata nel 1724 ed aveva due sezioni, maschile e femminile. La sede originaria era la chiesa del rifugio, oggi magazzino comunale ai piedi della discesa della rocca, successivamente ebbero due sedi diverse, nella chiesa di San Gregorio per gli uomini, di fianco all'arco del Vascellaro, e in quella di San Carlo per le donne. La sezione femminile poi si estinse, e gli uomini passarono al compito di recar conforto ai malati dell'ospedale, per questo la sua sede si sposto nella chiesa a fianco di esso. Sacco bianco e mantellina celeste il colore della divisa.

Confraternita Santa Maria delle Grazie:
E' molto antica, probabilmente di epoca quattrocentesca, ha curato sempre il Santuario della Madonna delle Grazie. Nelle sue memorie sono raccontati tutti i fatti legati alla costruzione del Santuario attuale (la cappella con l'immagine della Madonna delle Grazie esisteva già nel 1100) ed anche tutte le attività devozionali. La Confraternita curò anche l'aspetto decorativo, il San Sebastiano presente oggi nel museo d'arte sacra è stato da lei commissionato al pittore mastro Giorgio da Orte, anticamente l'immagine era presente sopra un altare dedicato al Santo nella chiesa delle Grazie. Curioso il fatto della sua temporanea soppressione. Nel 1756 il Vescovo Lannucci decretò che la Confraternita, per l'esiguo numero dei confratelli e per lo scarno bilancio, confluisse in un'altra Confraternita Mariana, quella della Madonna del SS.mo rifugio dei peccatori. Nel 1960 essa riprese vigore su iniziativa di Don Giuliano Nobili. Oggi, pur avendo sede nel Sanutario, è ospite nella chiesa dell'ospedale mantenendo integro quel filo che per due secoli ha unito queste due Confraternite. La mantellina Blu con decorato il simbolo mariano sopra il sacco bianco è la sua divisa.

Confraternita Sant'Antonio Abate:
E' la più recente di tutte, fondata nel 1961 è composta dagli abitanti del quartiere sorto accanto alla chiesa di San Michele. Lo storico ortano Gioacchini rammenta che furono i contadini della zona che vollero essere presenti alla processione del Venerdì Santo e scelsero una divisa bianca con mantellina marrone, proprio a ricordare il colore della terra che giornalmente lavorano.

Confraternita SS.mo Rosario:
E' l'unica femminile, antica la sua fondazione, nel 1548, anche se all'atto della sua fondazione era composta anche da uomini, il rettore è sempre stato una donna. La Confraternita commissionò a mastro Giorgio da Orte, la bellissima tavola della Madonna del Rosario e le 15 iconcine che raccontano i misteri del rosario poste intorno alla pala d'altare (oggi sono conservate nel museo delle Confraternite). La Confraternita ha sempre operato nel sociale, sia allora come oggi pratica opere di beneficienza, aiuta le famiglie più povere, interviene in casi di necessità e ha mantenuto desta la devozione Mariana attraverso la recita del SS.mo Rosario. Oggi sfila nelle processioni con le consorelle vestite con lungo abito nero.

Preghiera del Confratello

Signore,
che hai redento il mondo con la tua Santa Croce, sostieni incessantemente tutti i confratelli affinché operino nella Misericordia.
Imploranti confidiamo nell'assistenza della Santissima Trinità affinché la nostra opera sia conforme all'eredità di San Pietro.
Tu che hai eletto la Vergine come Santissimo Rifugio dei Peccatori concedi che diventi per noi Madre Delle Grazie. Ella, Regina del Santissimo Rosario, sia guida sicura per ogni confratello nella strada di salvezza.
Signore, confermaci nell'adorazione del Santissimo Sacramento fonte di vita eterna, ove è rifugio e consolazione.
Con l'intercessione di Sant'Antonio Abate ascolta le nostre preghiere e volgi il Tuo sguardo verso tutti i confratelli e le loro famiglie. Ricordati di quelli che hai chiamato e dona loro la luce del Tuo volto.
Che Sant'Egidio nostro protettore ci rafforzi nella carità e nella fratellanza, sostegni della nostra anima così debole e fragile.
Signore, nel Tuo nome siamo congregati, nel Tuo nome operiamo, e il Tuo nome invochiamo per il perdono dei nostri peccati.
Amen.

Un pò di Storia

Scoprire la storia delle Confraternite di Orte è conoscere la storia della città.

Esse sono state per secoli (e per fortuna lo sono ancor oggi) un punto imprescindibile con il tessuto cittadino, tanti sono gli eventi accaduti che non si può raccontare e comprendere la storia di Orte se si prescinde da esse. E quanto abbiano inciso ne sono testimoni i tre filoni che ancor oggi caratterizzano la loro esistenza: quello del sociale, che fu il prioritario con la costruzione e il mantenimento di vari ospedali, quello devozionale, che ha lasciato la processione del Cristo Morto, quello laico, con la realizzazione di tante opere d'arte oggi presenti nel museo d'arte sacra.

La loro presenza è testimoniata dalla bolla di papa Adriano IV che riconoscendo all'ospedale e alla chiesa di San Leonardo alcune pertinenze, implicitamente riconosce l'esistenza della confraternita di Santa Croce. Infatti documenti successivi attestano sempre a Santa Croce la realizzazione di questo ospedale.

Siamo nel 1159, non sappiamo da quanto precedentemente esistesse questo luogo di cura, sicuramente non nel 1127 quando ad Orte, con certezza, non esisteva ancora nessun luogo di assistenza. Quello che viene alla luce è che sin da subito la Confraternita di Santa Croce cercò, attraverso l'ospedale, quella funzione di carità e di assistenza verso il prossimo. Tuttavia non sappiamo se la nascita dell'ospedale e quello della Confraternita di Santa Croce siano contemporanei, o se la compagnia già esistesse in precedenza. E di strutture similari, gestite da altre confraternite, ne sorsero altre. Tutte furono poi concentrate nella prima metà del 1600 in un unico corpo, non senza liti e discussioni.

Il mantenimento di esse era garantito da proprietà vastissime che davano ampia possibilità di curare i malati, per lo più poveri, garantendo loro una più che decorosa assistenza. Terreni, case, animali, somme in denaro, era quanto i cittadini donavano. Il patrimonio si ingrandì così tanto che solleticò l'appetito di qualche scaltro personaggio che tentò di "gestire" tanto ben di Dio non per scopi assistenziali, ma per tornaconto personale. Dopo qualche tempo i confratelli misero fine anche a questa storia.

Oggi nel ricco archivio sono presenti verbali che documentano spese di gestione, acquisti, numeri di ricoveri e tutto quello che era necessario per una buona opera sanitaria. Sono presenti anche ricette mediche che prescrivono erbe e "intrugli vari" per la cura di determinate patologie. E quanto fosse importante garantire alle persone che usufruivano della struttura un assistenza totale, alle stesse, una volta che lasciavano l'ospedale, veniva data se non erano di Orte, una piccola dote in denaro che gli permettesse di ritornare a casa senza problemi. Gli ospedali rimasero uniti ed efficienti fino al 1980, fino ad allora il consiglio d'amministrazione era composto da 3 membri nominati dalle Confraternite, 3 dal Comune ed uno dal Prefetto.

Con l'avvento delle ASL fu la fine. Quello che per secoli era stato un esempio di efficienza fu smembrato e ridotto ad una serie di ambulatori. Ci fu il tentativo da parte della Regione Lazio di entrare in possesso dei patrimoni, ma una serie di azioni legali ed il fermo da parte del Comune, impedì questo passaggio. Oggi le proprietà sono in carico al Comune di Orte.

Le Confraternite sono rimaste con pochi beni. Fin dalla loro fondazione le Confraternite hanno sempre avuto un organizzazione interna che le ha permesso di muoversi con una certa agilità per intervenite nei campi socio assistenziali. Il fine che animava gli iscritti a queste opere era la salvezza dell'anima ma anche la volontà di partecipare in modo democratico alla gestione della cosa pubblica. Nel corso dei secoli ci furono tante altre confraternite che oggi non sono più in vita, se ne contano più di 25. Ognuna di esse aveva una chiesa di riferimento o un altare dedicato.

Una delle più importanti fu la, purtroppo estinta, Confraternita dei Raccomandati della Madonna. Essa fu la seconda a nascere ad Orte, il 1 luglio 1275 (si conserva ancora il verbale di costituzione) ed anch'essa diede un grandissimo contributo nello sviluppo degli ospedali. Fu talmente florida che le sue proprietà, nel 1400, superavano quelle di Santa Croce.

Nell'aspetto devozionale la Confraternita di Santa Croce fu quella che realizzò la processione del Cristo Morto. Non abbiamo date o periodi indicativi, ma è opinione comune che la Confraternita volle ricordare la passione di Cristo a partire dai primi anni del 1200, forse qualche decennio prima.
Per quanto riguarda la vita laica basta recasi al museo d'arte sacra per rendersi conto come le Confraternite non siano state insensibili a curare l'arredo delle chiese. Pregevoli opere d'arte testimoniano con quanta cura e dedizione esse tenevano al decoro dei loro luoghi di culto.

Museo

Posto nei locali un tempo adibiti ad ospedale e poi a sacrestia della Confraternita di Santa Croce, esso propone la più bella suppellettile che, in gran parte, sfila la sera della processione del Cristo morto. Tra le tante opere esposte anche qualche pezzo di pregevole valore artistico. Per quanto riguarda le suppellettili vanno segnalati i due settecenteschi lampioni rossi della Confraternita della SS.ma Trinità, di solida e raffinata fattura, il seicentesco crocione bianco della Confraternita di Santa Croce, decorato in oro e una inusuale croce appartenente alla Confraternita della Misericordia. In essa è ben in vista una mano che lancia i dadi, segno della sorte nella spartizione delle vesti. Abbiamo detto inusuale poiché non si conoscono croci corredate di tali particolari. Altri lampioni, tronchetti e oggetti confraternali, sono di buona fattura, essi provengono quasi tutti dai secoli XVII e XVIII.

Il 1 settembre 1626 fu benedetta la bara del Cristo morto che sostituì la precedente purtroppo andata perduta. Essa è di un eleganza straordinaria poiché ha in se lo stile barocco pienamente influenzato dal classico. Mirabili le proporzioni, tutto si compone in un armonia straordinaria, nessun particolare è al di sopra degli altri. Di qualche anno prima è il basamento, ornato di foglie d'acanto, che sorregge l'immagine dell'Addolorata. I due angeli che sono ai suoi piedi sono oggi una copia degli originali che sono stati rubati nel 2009. Interessanti altri oggetti come i bussoli per le votazioni, alcuni stemmi, ma soprattutto i cabrei ove sono rappresentate le proprietà delle confraternite nei secoli passati.

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Contatti

Confraternite Riunite Di Orte
Via Piè di Marmo, 11 Orte (VT) C.F. 90028790567 - Ente Giuridico reg. Tribunale di Viterbo n. 329 del 19 marzo 1993

Telefono: 320 6280189 - 339 6592248 - 320 4617453